Il Colostro: l'oro liquido e le sue insostituibili proprietà immunitarie.

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Il colostro: pochissimo latte, e il motivo per cui va bene così

Nei primi giorni dal seno esce un liquido denso e di colore giallastro,1 e ne esce pochissimo. Chi si aspettava il latte pensa che non stia arrivando niente. Chi ha accanto qualcuno che chiede "ma ce l'hai il latte?" lo pensa ancora più in fretta.

Quel liquido si chiama colostro, e la quantità non è un segnale che qualcosa non funziona: è la quantità che la linea guida descrive come idonea a soddisfare i bisogni del neonato, calibrata su uno stomaco che in quei giorni ha la capacità di una biglia.1 Questa lezione spiega quel calcolo, perché è la cosa che fa smettere di contare i millilitri.

Due numeri, e il rapporto fra loro

La linea guida spagnola sull'allattamento è precisa su entrambi. Il colostro viene prodotto nei 3-4 giorni dopo il parto — e già in gravidanza si può osservare il precolostro. È un liquido molto denso, di colore giallastro, e il suo volume in quei primi giorni è di 2-20 ml a poppata.1

L'altro numero è quello che dà senso al primo: lo stomaco del neonato ha in quei giorni una capacità paragonabile a quella di una biglia, circa 5-7 ml.1

Non è poco latte per un bambino normale. È la quantità giusta per uno stomaco di quelle dimensioni. La guida lo dice esattamente così: quella quantità "è quella idonea a soddisfare i bisogni del neonato".1 Chi in quei giorni prova a stimare i millilitri sta misurando la cosa sbagliata: due millilitri in uno stomaco da cinque non sono un fallimento, sono un pasto.

Perché il poco volume è un vantaggio, non una carenza

Questa è la parte che di solito non viene raccontata, e capovolge la domanda. La guida elenca quattro cose che il colostro fa proprio perché è poco — cose che, scrive, non vengono coperte quando si somministrano sostituti1:

  • Imparare a coordinare. Il volume scarso facilita che il bambino impari a coordinare suzione, deglutizione e respirazione, e riduce il rischio di soffocamento.1 Sono tre azioni che noi facciamo senza pensarci e che lui deve imparare a mettere in fila: farlo con due millilitri è più facile che farlo con cento.
  • Proteggere i reni. Il piccolo volume e la bassa osmolarità assicurano il buon funzionamento dei reni immaturi del bambino, che non sono pronti a gestire grandi quantità di liquido né sovraccarichi osmolari.1
  • Far uscire il meconio. Il colostro è facilmente digeribile, e gli oligosaccaridi che contiene gli danno proprietà lassative che stimolano l'espulsione del meconio1 — le prime feci nere e appiccicose, che devono uscire.
  • Prevenire l'ipoglicemia. Alimentare il neonato con il colostro della madre precocemente e a richiesta previene l'ipoglicemia nel bambino nato a termine sano.1

Su quest'ultimo punto la guida riporta una frase dell'Associazione spagnola di pediatria che vale la pena avere in mente, perché è quella che di solito manca quando in reparto si propone un'aggiunta: "i bambini nati a termine sani non sviluppano un'ipoglicemia sintomatica solo come risultato di un'assunzione insufficiente. La maggior parte dei neonati non richiede alimentazione supplementare."2

Una precisazione nostra, non delle fonti: "la maggior parte" non vuol dire "tutti", e questa lezione non è il posto in cui si decide se un singolo bambino abbia bisogno di un'aggiunta. Quella è una valutazione clinica che si fa su quel bambino, con chi lo sta seguendo. Quello che le righe qui sopra servono a fare è un'altra cosa: dare il contesto per chiedere il perché, invece di dedurre da soli che il proprio latte non basta.

Il sapore, e una continuità che non ci si aspetta

C'è un dettaglio che quasi nessuno racconta. Il colostro ha un'alta densità di sodio, che gli dà un sapore salato molto simile a quello del liquido amniotico. E questo, scrive la guida, favorisce che il neonato — che a quel sapore si era già abituato nella vita fetale — si senta sicuro, percependo che c'è una continuità fra la sua vita dentro l'utero e quella fuori.3

Vale la pena fermarcisi un momento. Nei primi giorni si parla molto di quanto il bambino sia disorientato dal mondo nuovo. Il colostro è una delle poche cose che, per lui, sono rimaste uguali.

Cosa c'è dentro

Rispetto al latte maturo il colostro ha meno lattosio, meno grassi e meno vitamine, ma più proteine, più vitamine liposolubili (E, A, K), più caroteni e più minerali come sodio, zinco, ferro, zolfo, manganese, selenio e potassio. Apporta in media 67 kcal per 100 ml.4

E contiene una parte che non è nutrizione ma difesa: fattori di crescita che contribuiscono alla maturazione dell'apparato digerente e del sistema immunitario, un elevato contenuto di IgA secretoria e lattoferrina, e linfociti e macrofagi — circa centomila per millimetro cubo — che impediscono a sostanze e microrganismi nocivi di penetrare per via intestinale.4

Detto in italiano corrente, e come lettura nostra: mentre il bambino mangia, il colostro sta anche lavorando sull'intestino. La fonte non usa l'immagine della barriera — dice che i fattori di crescita contribuiscono alla maturazione dell'apparato digerente e immunitario, e che linfociti e macrofagi impediscono a sostanze e microrganismi nocivi di penetrare per via intestinale.4 L'immagine è nostra, i due fatti sono suoi.

La flora batterica, e una cosa che va detta con attenzione

La guida riporta che nel colostro è stata identificata una ricchezza batterica importante, determinante per il corretto sviluppo della flora del neonato, e che i lattanti alimentati con formula presentano una flora intestinale molto diversa. Aggiunge che un solo biberon può indurre cambiamenti della flora ancora presenti un mese dopo.5

Su questa riga una precisazione nostra, e ci teniamo. Quella frase parla di composizione della flora batterica, non di un danno dimostrato al bambino: sono due affermazioni diverse e la fonte fa solo la prima. E soprattutto: moltissime persone integrano nei primi giorni perché è stato indicato da chi le seguiva, perché c'è stato un ricovero, un cesareo complicato, una separazione, o semplicemente perché era la cosa giusta per quel bambino lì. Dare un biberon quando serve è una decisione clinica, non un fallimento, e questa riga non è un giudizio retroattivo su nessuno. La riportiamo perché la fonte la contiene e perché ci sembra corretto darvela, non perché ne facciate un motivo di colpa.

Come si passa dal colostro al latte

La montata lattea è innescata dai cambiamenti ormonali che avvengono dopo il parto — tanto che, precisa la guida, avviene anche nelle donne che decidono di non allattare.6 Ma gli ormoni non bastano: la suzione e lo svuotamento frequenti nei primi giorni sono necessari per assicurare un buon avvio dell'allattamento, perché il funzionamento ottimale del seno è dato non solo dall'azione ormonale ma anche dallo svuotamento.6

Nei primi giorni la cosa utile non è aspettare che arrivi il latte: è attaccare spesso. Non perché serva "far pratica", ma perché la suzione e lo svuotamento frequenti sono necessari per un buon avvio dell'allattamento, e il seno funziona al meglio non solo per l'azione degli ormoni ma anche per lo svuotamento.6 Chi in quei giorni attacca poco per non stancare il bambino, o perché "tanto non c'è niente", sta togliendo un pezzo al processo che aspetta.

Anche se avete deciso di non allattare

L'allegato della linea guida si chiude con una frase che merita di essere riportata per intera, perché è rivolta proprio a chi ha già deciso diversamente: anche se la donna decide di non alimentare il figlio al seno, è raccomandabile che almeno gli dia il suo colostro. La protezione che conferisce a livello immunitario e le sue caratteristiche nutrizionali — scrive la guida — lo rendono insostituibile per il miglior inizio di vita di qualunque essere umano.7

Come sempre in questo corso: è un'informazione, non un obbligo. Chi non allatta ha le sue ragioni e non deve renderne conto a una lezione. Ma è una possibilità che spesso nessuno nomina — pochi giorni, anche solo quelli — e chi decide ha diritto di sapere che esiste.

E l'OMS, sui tempi

Sul quando cominciare, il compendio di raccomandazioni dell'OMS sulla salute neonatale è netto e insieme prudente: tutti i neonati, compresi quelli di basso peso alla nascita che sono in grado di poppare, dovrebbero essere messi al seno il prima possibile dopo la nascita — e qui c'è la doppia condizione che conta — quando sono clinicamente stabili, e quando la madre e il bambino sono pronti.8 È una raccomandazione forte, basata su evidenze di bassa qualità: la forza e la qualità non coincidono, ed è giusto saperlo.

Quella doppia condizione è la parte che protegge, ed è scritta nella raccomandazione stessa: il prima possibile, sì, ma quando sono clinicamente stabili e quando la madre e il bambino sono pronti.8 La conseguenza la traiamo noi, e ci sembra quella giusta: se in quel momento le condizioni non c'erano, il momento giusto è arrivato dopo, e non è un'occasione persa.

Come si capisce davvero se sta prendendo abbastanza

Se la domanda è questa, la guida ha un allegato scritto per i genitori che risponde — e la risposta non passa da quanto latte si riesce a spremere. Passa da quattro cose osservabili9:

  • Quante volte poppa. I bambini sani nati a termine hanno lo stomaco piccolo e digeriscono in fretta, quindi hanno bisogno di poppare almeno 8 volte ogni 24 ore;9
  • I pannolini. Nei giorni 1-2, quelli del colostro, l'allegato indica 1-2 pannolini bagnati nelle 24 ore e feci di meconio, nere-verdastre e pastose; fra i 2 e i 6 giorni si passa a 5-8 pannolini bagnati e almeno tre scariche verdastre;9
  • L'aspetto. Il colore del bambino è normale, la pelle è soda, ed è attivo e sveglio;9
  • Il peso. Lo controlla il pediatra — e la guida aggiunge una riga che vale la pena riportare: non è raccomandabile pesare il bambino spesso in farmacia, perché può indurre in errore.9

Lo stesso allegato ha due colonne affiancate, falsi allarmi e quando consultare il pediatra. Fra i falsi allarmi ce n'è uno che riguarda direttamente questa lezione: sentire il seno più morbido non vuol dire che la produzione sia calata, vuol dire che si è adattata ai bisogni del bambino. Ci sono anche il bambino più inquieto, quello che all'improvviso vuole poppare più spesso, e quello che sta al seno meno tempo di prima — perché i bambini diventano progressivamente più abili e gli serve meno tempo di suzione.9

E nell'altra colonna, fra i motivi per consultare il pediatra, c'è la riga che chiude la questione: se sospettate che il vostro bambino non stia prendendo abbastanza latte, si va al proprio centro di salute.9 Il sospetto non va né ignorato né risolto da soli: va portato a qualcuno.

Una donna a due giorni dal parto si spreme il seno e vede uscire qualche goccia densa e gialla. La zia le dice che "non ha latte" e che il bambino "sta patendo la fame". Lei comincia a pensare all'aggiunta. Quello che dicono le fonti di questa lezione è che quelle gocce sono colostro, e che nei primi giorni la guida descrive volumi di due-venti millilitri a poppata a fronte di uno stomaco che ne contiene cinque-sette: sono i volumi attesi, non un segnale che qualcosa manchi. Il colostro in quei giorni sta facendo cose che il volume grande non farebbe — far imparare la coordinazione, non sovraccaricare i reni, far uscire il meconio. Ma quei volumi sono una descrizione generale, e la domanda della zia riguarda questo bambino. La guida ha una risposta anche per quella, ed è l'allegato riportato qui sopra: quello che dice se sta prendendo abbastanza non è la quantità che si riesce a spremere — che non compare fra i criteri — sono le poppate nelle 24 ore, i pannolini, l'aspetto e il peso controllato dal pediatra. Lì si guarda, non nel palmo della mano. Nello stesso allegato c'è anche il seno più morbido fra i falsi allarmi: non vuol dire che la produzione sia calata. E c'è la riga che chiude la questione — se si sospetta che il bambino non stia prendendo abbastanza latte, si va al proprio centro di salute. Il sospetto non si ignora e non si risolve da soli. Quindi: attaccare spesso è utile davvero, perché lo svuotamento frequente è parte di ciò che porta la montata. E se il peso non torna, o se chi lo segue propone un'aggiunta, quella è una valutazione fatta su questo bambino e questa lezione non la contraddice: la domanda giusta non è se rifiutarla, è per quale motivo clinico — che serve per capire, e per sapere quando si potrà tornare indietro.

Le fonti di questa lezione

I numeri in apice nel testo rimandano alle righe di questa tabella. La colonna Tipo indica il peso della fonte. I numeri di pagina si riferiscono alle pagine del PDF, non alla numerazione stampata sul documento.

N. Ente Documento Tipo Pag. Cosa vi si trova
1 Ministerio de Sanidad (Spagna) / OSTEBA Guía de Práctica Clínica sobre lactancia materna (2017) linea guida 248 Anexo 9 "El calostro, su importancia y la subida de la leche". Tempi e volumi: “Ya durante el embarazo, se puede observar precalostro y, tras el postparto, en los siguientes 3-4 días la mama produce calostro. El calostro es un líquido muy denso, de color amarillento, cuyo volumen, en esos primeros días, es de 2-20 ml por toma. Esta cantidad es la idónea para satisfacer las necesidades del recién nacido, cuyo estómago tiene una capacidad comparable a la de una canica (unos 5-7 ml).” E i quattro motivi per cui il volume scarso è funzionale, che il documento introduce con “Las propiedades y el ritmo de producción de leche calostral responden a necesidades del neonato que no son cubiertas cuando se administran sucedáneos”: coordinazione di suzione, deglutizione e respirazione con riduzione del rischio di soffocamento; basso volume e bassa osmolarità per i reni immaturi; digeribilità e oligosaccaridi con proprietà lassative che stimolano l'espulsione del meconio; prevenzione dell'ipoglicemia nel nato a termine sano con alimentazione precoce e a richiesta.
2 Ministerio de Sanidad (Spagna) / OSTEBA Guía de Práctica Clínica sobre lactancia materna (2017) linea guida 248 Citazione dell'Asociación Española de Pediatría riportata dentro l'Anexo 9: “los niños a término sanos no desarrollan una hipoglucemia sintomática sólo como resultado de una ingesta insuficiente. La mayoría de los recién nacidos no requiere alimentación suplementaria.” Nota di perimetro: è una citazione dentro la citazione. L'affermazione è dell'AEP, non della linea guida spagnola, e la lezione la attribuisce all'AEP.
3 Ministerio de Sanidad (Spagna) / OSTEBA Guía de Práctica Clínica sobre lactancia materna (2017) linea guida 248 Il sapore e la continuità con la vita fetale: “El calostro tiene una alta densidad de sodio, que le confiere un sabor salado muy semejante al del líquido amniótico. Esto favorece que el recién nacido, que ya se acostumbró en su etapa fetal a ese sabor, se sienta seguro al percibir que existe una continuidad entre su vida dentro del útero y fuera de él.”
4 Ministerio de Sanidad (Spagna) / OSTEBA Guía de Práctica Clínica sobre lactancia materna (2017) linea guida 248 Composizione: “En comparación con la leche madura, el calostro tiene menos cantidades de lactosa, grasa y vitaminas, pero mayor cantidad de proteínas, vitaminas liposolubles (E, A, K), carotenos y minerales como sodio, zinc, hierro, azufre, manganeso, selenio y potasio. Aporta de media 67 Kcal/100 ml.” E i componenti immunitari: “factores de crecimiento que contribuyen a la maduración del sistema digestivo e inmune, un elevado contenido de IgA secretora y lactoferrina, linfocitos y macrófagos (100.000 mm3) que evitan la penetración por la vía intestinal de sustancias y microorganismos nocivos que podrían poner en riesgo la salud del bebé.” Nota di perimetro: il documento scrive “100.000 mm3” senza esponente; la lezione rende “circa centomila per millimetro cubo” senza aggiungere una notazione che la fonte non ha.
5 Ministerio de Sanidad (Spagna) / OSTEBA Guía de Práctica Clínica sobre lactancia materna (2017) linea guida 248-249 Flora batterica: “se ha identificado una importante riqueza bacteriana en el calostro, determinante para el desarrollo adecuado de la flora bacteriana del recién nacido. Los lactantes alimentados con fórmula presentan una flora bacteriana intestinal muy diferente. Un solo biberón puede inducir cambios de flora que siguen presentes un mes después.” Nota di perimetro: la fonte afferma una differenza di composizione della flora, non un danno clinico dimostrato al bambino. La lezione riporta la distinzione esplicitamente e dichiara che l'integrazione, quando indicata, è una decisione clinica.
6 Ministerio de Sanidad (Spagna) / OSTEBA Guía de Práctica Clínica sobre lactancia materna (2017) linea guida 249 Montata lattea: “son los cambios hormonales que se producen tras el parto los que desencadenan la subida de leche (ésta se da también en las mujeres que deciden no amamantar), la succión y el vaciado frecuentes en los primeros días son necesarios para asegurar una buena instauración de la lactancia. El funcionamiento óptimo de la mama viene dado no sólo por la acción hormonal, sino también por el vaciado de la misma.”
7 Ministerio de Sanidad (Spagna) / OSTEBA Guía de Práctica Clínica sobre lactancia materna (2017) linea guida 249 Chiusura dell'Anexo 9: “Aunque la mujer decida no alimentar a su hijo al pecho, es recomendable que, al menos, diera a su bebé su calostro. La protección que confiere a nivel inmune y sus características nutricionales lo convierten en insustituible para el mejor comienzo de vida de cualquier ser humano.”
8 World Health Organization (OMS) WHO recommendations on newborn health (2017) linea guida 10 Avvio dell'allattamento: “All newborns, including low-birth-weight babies who are able to breastfeed, should be put to the breast as soon as possible after birth when they are clinically stable, and the mother and baby are ready. (Strong recommendation, low quality evidence).” Nota di perimetro: questo documento non parla del colostro; è citato solo per i tempi di avvio. La forza della raccomandazione e la qualità dell'evidenza sono riportate perché nel documento divergono.
9 Ministerio de Sanidad (Spagna) / OSTEBA Guía de Práctica Clínica sobre lactancia materna (2017) linea guida 240-241 Anexo 5 “Cómo identificar si mi bebé está tomando suficiente leche”, scritto per i genitori. Quattro criteri: frequenza delle poppate — “necesitan mamar un mínimo de 8 veces cada 24 horas”; tabella dei pannolini per età (1-2 giorni, colostro: 1-2 pannolini bagnati e meconio nero-verdastro pastoso; 2-6 giorni: 5-8 pannolini bagnati e almeno tre scariche verdastre); aspetto e stato generale — “El color del bebé es normal, la piel es firme y el bebé está activo y alerta”; e il peso, con l'avvertenza “No es recomendable pesar al niño a menudo en la farmacia porque puede inducir a error.” Colonna “FALSAS ALARMAS”: “Sentir los pechos más blandos no quiere decir que tu producción haya disminuido, sino que se ha ajustado a las necesidades de tu bebé”, il bambino più inquieto, quello che vuole poppare più spesso, quello che sta al seno meno tempo. Colonna “CUÁNDO CONSULTAR CON EL PEDIATRA”: fra gli altri “Si sospechas que tu bebé no está tomando suficiente leche”, con l'indicazione “ACUDA A SU CENTRO DE SALUD”. Nota di perimetro: l'allegato non contiene percentuali di calo ponderale, che sono materia della lezione 019; e non si esprime sulla quantità ottenibile spremendo il seno, che infatti non compare fra i criteri.
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