Lochiazioni (perdite post-parto): durata, aspetto e gestione igienica.

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Lochiazioni (perdite post-parto): durata, aspetto e gestione igienica

Dopo il parto ci sono perdite di sangue: si chiamano lochiazioni, o lochie. Succede sia dopo un parto vaginale sia dopo un cesareo — è una delle domande più frequenti di chi ha partorito con un taglio cesareo, e la risposta è che il taglio non cambia questa parte.1

Nei primi due giorni le perdite sono più abbondanti di una mestruazione, poi diminuiscono.1 Questa lezione racconta come cambiano nelle settimane successive, cosa fare per l'igiene e — nella sezione finale — quali sono i segnali per cui si chiama, distinguendo quelli che richiedono una visita rapida da quelli per cui si chiama il numero di emergenza.

Una nota sulle fonti, perché su questo argomento serve. Le tre fonti che usiamo — una guida di salute pubblica, un'opera di riferimento di fisiologia e il materiale informativo di un grande centro clinico — danno durate diverse per le fasi delle lochiazioni. Non lo nascondiamo dietro una media inventata: lo scriviamo, e spieghiamo cosa guardare al posto delle date.

Le tre fasi, e perché le date non vanno prese alla lettera

Le lochiazioni sono la secrezione vaginale che origina da utero, cervice e vagina, e attraversano tipicamente tre stadi. All'inizio sono rosse e sono costituite principalmente da sangue e detriti deciduali. Poi diventano rosate o brune e contengono leucociti e muco. Infine sono biancastre.2

Le tre fasi hanno nomi latini che troverete ovunque — lochia rubra, lochia serosa, lochia alba — e qui c'è il punto delicato: le nostre fonti non concordano su quanto durino, e una di esse ha smesso del tutto di attribuire loro delle date.

  • l'opera di riferimento di fisiologia non assegna alcuna durata alle singole fasi: dice che la fase rossa si osserva "nei primi giorni", che quella intermedia segue "nei giorni successivi" e che quella bianca "può persistere per diverse settimane". Dà un solo numero, ed è il totale: le lochiazioni possono continuare fino a 4-6 settimane dopo il parto;2
  • il centro clinico indica almeno 3-4 giorni per la fase rossa, dal quarto al dodicesimo giorno per quella intermedia e dal dodicesimo giorno fino a sei settimane per quella bianca, con una durata tipica fino a sei settimane e tracce che in alcune persone arrivano a otto;4
  • la guida di salute pubblica non usa le tre fasi e dice semplicemente che le lochiazioni durano in generale da tre a sei settimane.1

Non è un disaccordo su cosa succede: è che un processo continuo viene diviso in tre caselle, e dove si mettono i confini è in parte una convenzione. Tanto che l'opera di fisiologia, dovendo scegliere, i giorni non li dà affatto. Il che porta alla cosa davvero utile.

Non guardate il calendario, guardate la direzione. Quello che conta non è essere al giorno giusto della fase giusta, ma che nel complesso le perdite diminuiscano e che il colore passi gradualmente dal rosato al bruno sempre più pallido, fino eventualmente al giallo.1 La regola operativa è una sola riga della guida: se il sanguinamento aumenta invece di diminuire, si consulta il proprio professionista sanitario.1

I coaguli, e gli sbalzi che spaventano senza motivo

Ogni tanto può essere espulso un coagulo di sangue. Succede soprattutto al mattino, dopo aver urinato o allattato. E c'è un criterio semplice per sapere se preoccuparsi: se il sanguinamento diminuisce dopo il passaggio del coagulo, non c'è motivo di inquietarsi.1

Allo stesso modo, uno sforzo inusuale può causare lochiazioni più rosse e abbondanti.1 Una giornata in cui si è fatto troppo, e la sera le perdite tornano rosse, è un'informazione sul carico, non un segnale di allarme in sé.

C'è però un caso in cui il rosso che non se ne va va segnalato: la persistenza di lochiazioni rosse oltre la prima settimana può suggerire una subinvoluzione uterina, cioè un utero che sta tornando alle dimensioni precedenti più lentamente del previsto.3 Anche il centro clinico indica la fase rossa che dura più di una settimana come un elemento da segnalare.4 Non è un'emergenza: è una cosa da dire al proprio medico o alla propria ostetrica.

L'odore

È una delle preoccupazioni più comuni e quasi nessuno la mette per iscritto. Le lochiazioni hanno l'odore del sangue mestruale; c'è chi lo descrive come muschiato, metallico, acidulo o stantio. Quello che invece non devono avere è un odore di pesce o putrido: quello può indicare un'infezione batterica.5

Igiene: poche regole, e tutte per lo stesso motivo

Durante tutto il periodo delle lochiazioni si usano assorbenti esterni, e non tamponi né coppetta mestruale.1 Il centro clinico dà la stessa indicazione con una finestra temporale e la ragione: solo assorbenti maxi o mutandine monouso per le prime sei settimane, e niente tamponi né inserimento di alcunché in vagina per almeno sei settimane, perché può introdurre batteri nell'utero e causare un'infezione.6

Due accorgimenti pratici dalla guida di salute pubblica:

  • se avete punti di sutura, dopo il bagno o la doccia asciugateli delicatamente prima di rivestirvi; se notate segni che indicano una possibile infezione della ferita, per esempio arrossamenti o secrezioni, consultate il vostro professionista sanitario;9
  • se urinare vi dà una sensazione di bruciore, potete spruzzare acqua tiepida sulla vulva mentre urinate.8

La cura dei punti perineali ha una lezione dedicata, che entra nel dettaglio.

Quando chiamare, e con quale urgenza

Tutto quello descritto finora è il decorso atteso, ed è quello che vive la grande maggioranza delle persone. Questa sezione serve a riconoscere l'eccezione, non a descrivere ciò che accadrà. La guida di salute pubblica distingue due livelli, ed è una distinzione che vale la pena tenere.

Consultare rapidamente un medico o l'ostetrica, oppure andare in urgenza, in una di queste situazioni7:

  • segni di emorragia: riempire un assorbente igienico normale ogni ora per due ore consecutive; oppure perdere grossi coaguli di sangue, per esempio più di un coagulo delle dimensioni di un uovo;7
  • febbre: temperatura di 38,0 °C o più;7
  • dolore addominale intenso, o non alleviato dagli antidolorifici;7
  • difficoltà respiratorie;7
  • un dolore nuovo a una gamba, con gonfiore;7
  • mal di testa severo, dolore "a barra" allo stomaco, o un cambiamento improvviso della vista.7

Le ultime tre voci raramente compaiono negli elenchi sulle lochiazioni, e sono quelle che meritano più attenzione: non riguardano il sanguinamento ma altre complicanze del post-parto, e si riconoscono solo se si sa che vanno cercate.

Si chiama il numero di emergenza se si pensa di presentare segni di shock: agitazione, debolezza, pallore, pelle umida e fredda, sudorazione, confusione, palpitazioni.7 La guida è canadese e indica il 911; in Italia il numero unico di emergenza è il 112.

Il centro clinico aggiunge alcuni motivi per contattare il proprio medico, che si sommano ai precedenti: perdite verdastre, odore sgradevole, coaguli grandi, delle dimensioni di una pallina da golf, o coagulazione eccessiva, gonfiore o dolore che peggiora nella zona vaginale, capogiri o sensazione di stare per svenire, crampi o dolore pelvico eccessivi.6 Sulla soglia del sanguinamento è meno attendista: indica di contattare già quando si satura un assorbente ogni ora.6 Nel dubbio, vale la soglia più bassa: chiamare prima non ha controindicazioni.

Una donna a dieci giorni dal cesareo ha perdite marroncine, poche, e una mattina — dopo aver allattato e essere andata in bagno — perde un coagulo. Si spaventa. Nell'ora successiva il sanguinamento è meno di prima. È il quadro descritto qui: i coaguli capitano soprattutto al mattino, dopo aver urinato o allattato, e se il sanguinamento diminuisce dopo il passaggio del coagulo non c'è motivo di preoccuparsi. Se invece, nello stesso giorno, riempisse un assorbente ogni ora per due ore di fila, o le comparisse un dolore nuovo a un polpaccio con gonfiore, la situazione sarebbe diversa: quelli sono i due casi in cui si consulta rapidamente o si va in urgenza, senza aspettare il giorno dopo.

Le fonti di questa lezione

I numeri in apice nel testo rimandano alle righe di questa tabella. La colonna Tipo indica il peso della fonte. Dove le fonti divergono — le date delle tre fasi, la soglia del sanguinamento — la lezione lo dichiara invece di scegliere in silenzio. I numeri di pagina si riferiscono alle pagine del PDF, non alla numerazione stampata sul documento.

N. Ente Documento Tipo Pag. Cosa vi si trova
1 Institut national de santé publique du Québec Mieux vivre avec notre enfant de la grossesse à deux ans (2026) guida di salute pubblica 257 Sezione "Pertes sanguines": dopo il parto vaginale o cesareo ci sono perdite di sangue, le lochiazioni; nei primi due giorni sono più abbondanti delle mestruazioni, poi diminuiscono; se il sanguinamento aumenta invece di diminuire va consultato il professionista sanitario; occasionalmente si può perdere un coagulo, soprattutto al mattino dopo aver urinato o allattato, e se il sanguinamento diminuisce dopo il passaggio del coagulo non c'è motivo di preoccuparsi; uno sforzo inusuale può causare lochiazioni più rosse e abbondanti; col passare dei giorni cambiano consistenza e colore, dal rosato al bruno sempre più pallido fino al giallo; durano in generale da tre a sei settimane; durante questo periodo si usano assorbenti igienici, non tamponi né coppetta mestruale.
2 StatPearls, National Center for Biotechnology Information (NIH) Physiology, Postpartum Changes opera di riferimento scheda web
verificata il 30/08/2026
Le lochiazioni originano da utero, cervice e vagina e attraversano tipicamente tre stadi: la lochia rubra si osserva nei primi giorni dopo il parto ed è costituita principalmente da sangue e detriti deciduali; la lochia serosa segue nei giorni successivi ed è una secrezione rosata o bruna contenente leucociti e muco; la lochia alba, biancastra, viene dopo e può persistere per diverse settimane. Le lochiazioni possono continuare fino a 4-6 settimane dopo il parto. Il capitolo non assegna una durata in giorni alle singole fasi.
3 StatPearls, National Center for Biotechnology Information (NIH) Physiology, Postpartum Changes opera di riferimento scheda web
verificata il 30/08/2026
La persistenza di lochiazioni rosse oltre la prima settimana può suggerire una subinvoluzione uterina (“Persistence of red lochia beyond the first week may suggest uterine subinvolution.”).
4 Cleveland Clinic Lochia (Postpartum Bleeding) materiale informativo scheda web
verificata il 30/08/2026
Le date delle tre fasi secondo questa fonte: la lochia rubra dura tipicamente almeno tre-quattro giorni dopo il parto; la lochia serosa va tipicamente dal quarto al dodicesimo giorno; la lochia alba inizia intorno al dodicesimo giorno e può durare fino a sei settimane dopo il parto. La durata totale può variare ma tipicamente arriva fino a sei settimane, e alcune persone hanno tracce di lochiazioni fino a otto settimane; ci si può aspettare una secrezione ematica per circa due settimane. La stessa pagina indica come possibile campanello d'allarme la lochia rubra che dura più di una settimana.
5 Cleveland Clinic Lochia (Postpartum Bleeding) materiale informativo scheda web
verificata il 30/08/2026
L'odore delle lochiazioni è quello del sangue mestruale; c'è chi lo descrive come muschiato, metallico, acidulo o stantio. Non dovrebbe invece avere odore di pesce o putrido, il che potrebbe significare che dei batteri hanno causato un'infezione.
6 Cleveland Clinic Lochia (Postpartum Bleeding) materiale informativo scheda web
verificata il 30/08/2026
Igiene: usare solo assorbenti maxi o mutandine monouso per le prime sei settimane dopo il parto; non usare tamponi né inserire nulla in vagina per almeno sei settimane, perché questo può introdurre batteri nell'utero e causare un'infezione. Motivi per contattare il proprio curante: perdite vaginali verdastre, odore sgradevole, sanguinamento o perdite eccessive (saturare un assorbente ogni ora), coaguli grandi, delle dimensioni di una pallina da golf, o coagulazione eccessiva, febbre, brividi o sintomi simil-influenzali, gonfiore o dolore che peggiora nella zona vaginale, capogiri o sensazione di stare per svenire, crampi o dolore pelvico eccessivi.
7 Institut national de santé publique du Québec Mieux vivre avec notre enfant de la grossesse à deux ans (2026) guida di salute pubblica 256 Il riquadro "Consultez rapidement un médecin ou votre sage-femme ou allez à l'urgence": segni di emorragia, cioè riempire un assorbente igienico normale ogni ora per due ore consecutive, oppure perdere grossi coaguli di sangue, per esempio più di un coagulo della grandezza di un uovo; febbre di 38,0 °C o più; dolore addominale intenso o non alleviato dagli analgesici; difficoltà respiratorie; un dolore nuovo a una gamba con gonfiore; mal di testa severi, dolori a barra allo stomaco o un cambiamento improvviso della vista. E, separatamente, l'indicazione di chiamare il numero di emergenza in presenza di possibili segni di shock: agitazione, debolezza, pallore, pelle umida e fredda, sudorazione, confusione, palpitazioni.
8 Institut national de santé publique du Québec Mieux vivre avec notre enfant de la grossesse à deux ans (2026) guida di salute pubblica 258 Sezione "Urine": dopo il parto urinare può dare una sensazione di bruciore; in tal caso si può spruzzare acqua tiepida sulla vulva mentre si urina.
9 Institut national de santé publique du Québec Mieux vivre avec notre enfant de la grossesse à deux ans (2026) guida di salute pubblica 257 Sezione "Points de suture": dopo il bagno o la doccia i punti di sutura vanno asciugati delicatamente prima di rivestirsi; se si osservano segni che indicano una possibile infezione della ferita, per esempio arrossamenti o secrezioni, va consultato il professionista sanitario.
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