La montata e l'ingorgo: perché svuotare non basta, e cosa fare invece
Fra il secondo e il terzo giorno dal parto può succedere che tutti e due i seni diventino tesi, gonfi e caldi. Fa male, il bambino fatica ad attaccarsi, e si prova a spremere senza riuscirci. È l'ingorgo mammario, e genera moltissima preoccupazione.1
Questa lezione parte da una frase della guida per le madri del Ministero della salute spagnolo che ribalta quello che quasi tutti pensano — compreso, probabilmente, chi vi darà consigli.
L'ingorgo non è latte accumulato
«In realtà l'ingorgo non è dovuto a un accumulo di latte, ma alla congestione della ghiandola mammaria: cioè all'infiammazione dovuta alla dilatazione vascolare prodotta nella ghiandola che si sta preparando all'allattamento.»1
È la fonte a dirlo, testualmente. E cambia tutto: se non è latte accumulato, spremere di più non è la soluzione, ed è il motivo per cui chi ci prova non ottiene niente e si sente impotente.
Una nota nostra: questa è una di quelle informazioni che, da sole, tolgono una colpa. La sensazione di "non riuscire a svuotare" viene vissuta come un fallimento tecnico. Se il problema è la congestione della ghiandola e non il latte fermo, non c'è niente che si stia facendo male.
Prevenirlo: offrire spesso il seno nei primi giorni
La prevenzione, secondo la stessa guida, è una sola riga: si può prevenire offrendo il seno con frequenza durante i primi giorni.1
Se è già arrivato: caldo prima, freddo dopo
Questa è la distinzione più facile da confondere di tutta la lezione, e la fonte la fa in modo netto. Il caldo va prima della poppata, il freddo fra una poppata e l'altra.
Prima della poppata, la guida per le madri dice di rilassarsi: un bagno o una doccia calda, un massaggio piacevole su spalle o schiena, della musica. E, pochi minuti prima di attaccare il bambino, fare contatto pelle a pelle e applicare calore locale per favorire l'uscita del latte. Aggiunge di aumentare la frequenza delle poppate, offrendo il seno circa ogni due ore.1
Fra una poppata e l'altra, per alleviare il fastidio, si può applicare freddo locale — gel termici, borse del ghiaccio, compresse fredde.2
E se con queste misure il bambino non riesce ancora ad attaccarsi, la guida indica due strade: provare la tecnica della pressione inversa ammorbidente, che consiste nel premere nella zona che circonda la base del capezzolo, oppure consultare un professionista con esperienza.2
Sull'antinfiammatorio, e su cosa dicono davvero le due fonti
La guida per le madri nomina anche la possibilità di prendere un antinfiammatorio come l'ibuprofene, con una condizione esplicita: se non si è allergiche e non si ha qualche problema che lo controindichi.2
Una precisazione nostra, non delle fonti, come sempre in questo corso: nessun farmaco si prende sulla base di una lezione. Quella riga serve a sapere che l'opzione esiste ed è nominata da una fonte istituzionale — non a decidere da soli. Se allattate, la domanda va fatta a chi vi segue o al farmacista, che valuteranno anche il resto della vostra situazione.
Qui però va detta una cosa sulle fonti, perché le due guide dello stesso ministero non dicono la stessa cosa, e ci sembra scorretto nasconderlo.
La linea guida clinica — quella rivolta ai professionisti — su questo argomento formula una sola raccomandazione, di forza debole: si suggerisce che prima della poppata la madre con ingorgo faccia una doccia calda o applichi compresse calde, si massaggi il seno ed effettui un'estrazione manuale che faciliti l'uscita del latte e l'attacco del bambino.3
E aggiunge, sul resto: le linee guida raccomandano una serie di misure per facilitare la risoluzione meccanica dell'ingorgo, ma per il resto dei trattamenti l'evidenza disponibile è di qualità molto bassa o bassa, e per questo non viene formulata alcuna raccomandazione specifica.3 Sulle borse di gel freddo, in particolare, scrive che possono avere un effetto nel ridurre l'intensità media del dolore rispetto alle cure abituali, ma con limitazioni importanti — e classifica quell'evidenza come di qualità molto bassa.4
Cosa fare di questa divergenza. Il caldo prima della poppata è l'unica misura che compare in entrambe le fonti, ed è anche l'unica raccomandazione formale — sia pure debole.3 Il freddo fra le poppate e l'antinfiammatorio stanno nella guida per le madri2 ma non fra le raccomandazioni della linea guida clinica, dove l'evidenza sul freddo è giudicata di qualità molto bassa.4
Questo non vuol dire che il freddo non serva: vuol dire che è un sollievo sintomatico su cui le prove sono deboli, non un trattamento. Se vi allevia, la fonte per le madri lo prevede. Se non vi allevia, non state sbagliando niente.
Perché succede, secondo la guida clinica
Vale la pena sapere anche come le fonti inquadrano questi problemi in generale. La guida per le madri scrive che le complicanze più frequenti — ingorgo, dolore, ragadi ai capezzoli e mastiti — sono di solito conseguenza di problemi con la tecnica dell'allattamento.5
E indica cosa serve per identificarne la causa: che il professionista sanitario raccolga una storia clinica, esamini il seno e il bambino e — molto importante, scrive — osservi una poppata.5
È la stessa indicazione che compare nella lezione sul primo attacco, e torna qui per lo stesso motivo: davanti a un problema del seno, la cosa che dà informazioni non è descriverlo a parole, è farlo guardare mentre succede.
Quando non aspettare
La guida per le madri, aprendo il capitolo, dice una cosa che vale come cornice di tutto: ci sono difficoltà che possono richiedere l'intervento di professionisti con esperienza in allattamento, ed è importante assicurarsi fin dall'inizio di avere tutto il sostegno necessario nel caso si presenti un problema.5
Segnala anche che il sostegno da madre a madre offerto dai gruppi di sostegno può essere molto utile.5
Una precisazione nostra sui tempi, perché la fonte non li dà: le indicazioni di questa lezione riguardano l'ingorgo dei primi giorni, quello che arriva con la montata. Se il seno diventa dolente in un punto solo, se compare febbre, o se il quadro peggiora invece di risolversi, non è più la situazione descritta qui: si chiama chi vi segue. L'ingorgo di cui parla questa lezione riguarda entrambi i seni e arriva con la montata; un dolore localizzato con febbre è un quadro diverso, e non si gestisce con le indicazioni scritte sopra.
Una donna al terzo giorno dal parto ha entrambi i seni durissimi, gonfi e caldi. Il bambino scivola e non riesce ad attaccarsi. Lei prova a tirare il latte con il tiralatte per "svuotare", non esce quasi niente, e si convince di non avere latte.
Quello che dicono le fonti di questa lezione: che l'ingorgo compare tipicamente a due o tre giorni dal parto in entrambi i seni, che si presenta esattamente così — tesi, gonfi e caldi — e che quella sensazione di impotenza nel non riuscire a svuotare è descritta dalla fonte come parte del quadro. Soprattutto: non è latte accumulato, è congestione della ghiandola, ed è il motivo per cui attaccarsi al tiralatte per svuotare può non risolvere niente. Attenzione però a non buttare via il bambino con l'acqua: l'estrazione manuale è un'altra cosa e la linea guida clinica la indica espressamente — insieme al calore e al massaggio, prima della poppata, per facilitare l'uscita del latte e l'attacco del bambino. Non serve a svuotare il seno, serve ad ammorbidirlo quel tanto che basta perché il bambino ci si attacchi.
Le cose che le fonti indicano sono altre: rilassarsi prima della poppata, calore locale e pelle a pelle pochi minuti prima di attaccare, poppate più frequenti — circa ogni due ore — e freddo fra una poppata e l'altra per il fastidio. Se il bambino continua a non attaccarsi, la pressione inversa ammorbidente o un professionista con esperienza.
E la cosa che risolve più in fretta è quella che nessuno propone: chiedere che qualcuno guardi una poppata.
Le fonti di questa lezione
I numeri in apice nel testo rimandano alle righe di questa tabella. La colonna Tipo indica il peso della fonte. I numeri di pagina si riferiscono alle pagine del PDF, non alla numerazione stampata sul documento.
| N. |
Ente |
Documento |
Tipo |
Pag. |
Cosa vi si trova |
| 1 |
Ministerio de Sanidad (Spagna) / OSTEBA |
Guía para las madres que amamantan (2017) |
materiale informativo istituzionale |
26 |
Capitolo 11, sezione "Ingurgitación mamaria". Quadro clinico: “La ingurgitación mamaria puede aparecer a los dos o tres días del parto en ambos pechos, que se ponen tensos, hinchados y calientes. Suele generar mucha preocupación, porque los pechos están hinchados y doloridos, el bebé tiene dificultad para agarrarse y la madre se siente impotente al intentar vaciar el pecho sin conseguirlo.” Meccanismo: “En realidad la ingurgitación no se debe a un acúmulo de leche, sino a la congestión de la glándula mamaria, es decir, a la inflamación debida a la dilatación vascular producida en la glándula que se está preparando para la lactancia.” Prevenzione: “Puedes prevenirla ofreciendo el pecho con frecuencia durante los primeros días.” Prima della poppata: “es importante relajarse antes de la toma. Para ello puedes darte un baño o una ducha caliente, recibir un masaje agradable en hombros o espalda, oír música, etc. Unos minutos antes de poner al bebé al pecho realiza contacto piel con piel con tu bebé y aplica calor local para favorecer la salida de la leche. Es importante que aumentes la frecuencia de las tomas, ofreciendo el pecho a tu bebé cada dos horas aproximadamente.” |
| 2 |
Ministerio de Sanidad (Spagna) / OSTEBA |
Guía para las madres que amamantan (2017) |
materiale informativo istituzionale |
27 |
Seguito della stessa sezione: “Para aliviar las molestias puedes aplicar frio local (geles térmicos, bolsas de hielo, compresas frías...) entre las tomas e, incluso, tomar un antiinflamatorio como el ibuprofeno si no eres alérgica o padeces algún problema que lo contraindique. Si con estas medidas no consigues que el bebé se agarre al pecho, puedes probar la técnica de la presión inversa suavizante, que consiste en presionar en la zona que rodea la base del pezón, o consultar a un profesional con experiencia.” Nota di perimetro: la pagina prosegue con le istruzioni illustrate della pressione inversa ammorbidente (tre metodi), che la lezione non riproduce perché sono descrizioni di figure e a parole diventano un'approssimazione. L'ibuprofene è nominato dalla fonte senza posologia, con la clausola sulle allergie e le controindicazioni, e la lezione lo riporta così. |
| 3 |
Ministerio de Sanidad (Spagna) / OSTEBA |
Guía de Práctica Clínica sobre lactancia materna (2017) |
linea guida |
167 |
Unica raccomandazione della linea guida clinica sull'ingorgo, forza Débil: “Se sugiere que antes de la toma, la madre con ingurgitación mamaria se dé una ducha caliente o se aplique compresas calientes, se masajee el pecho y realice una extracción manual que facilite la salida de la leche y el agarre del niño al pecho.” E la dichiarazione sul resto: “Las guías recomiendan una serie de medidas para facilitar la resolución mecánica de la ingurgitación mamaria. Para el resto de tratamientos, la evidencia que existe es de muy baja o baja calidad. Por ello no se realiza ninguna recomendación específica al respecto.” |
| 4 |
Ministerio de Sanidad (Spagna) / OSTEBA |
Guía de Práctica Clínica sobre lactancia materna (2017) |
linea guida |
167 |
Stessa pagina, sull'evidenza relativa al freddo: “Las bolsas de gel frío pueden tener efecto en disminuir la intensidad media del dolor post-tratamiento frente a los cuidados habituales, pero hay limitaciones importantes, como diferencias en los niveles iniciales del dolor”, con qualità dichiarata muy baja. E sulla pressione inversa ammorbidente, marcata GPC: “La presión inversa suavizante puede ayudar a favorecer el agarre cuando se da una ingurgitación mamaria”. Nota di perimetro: la pagina valuta sei confronti (agopuntura, foglie di cavolo, proteasi, ultrasuoni, ossitocina, gel freddi), tutti di qualità da molto bassa a bassa, e dichiara che il bilancio fra effetti desiderati e indesiderati è incerto. La lezione non tratta gli altri cinque. |
| 5 |
Ministerio de Sanidad (Spagna) / OSTEBA |
Guía para las madres que amamantan (2017) |
materiale informativo istituzionale |
26 |
Apertura del capitolo 11: “Dar de mamar no siempre es fácil y tú y el bebé podéis necesitar un periodo de adaptación. Hay dificultades que pueden requerir la intervención de profesionales con experiencia en lactancia. Es importante que desde el comienzo te asegures de tener todo el apoyo y ayuda necesarios en caso de que se presente algún problema. El apoyo madre a madre que ofrecen los grupos de apoyo puede serte de mucha utilidad. Las complicaciones más frecuentes, como la ingurgitación mamaria, el dolor, las grietas en los pezones y las mastitis, suelen ser consecuencia de problemas con la técnica de la lactancia. Para poder identificar la causa y solucionarla, es necesario que el profesional sanitario recoja una historia clínica, explore el pecho y al bebé y, muy importante, observe una toma.” |