Cura e igiene dei punti di sutura perineali post-episiotomia o lacerazione
Durante un parto vaginale il perineo — la parte del corpo compresa fra la vulva e l'ano3 — può lacerarsi, oppure può essere praticata un'incisione chirurgica, l'episiotomia. In entrambi i casi vengono applicati dei punti di sutura, e per le settimane successive quella zona diventa il centro di tutte le attenzioni: sedersi, urinare, andare in bagno.
Questa lezione parte da una frase che va contro il tono abituale, e viene da una linea guida. Il comitato che ha scritto le raccomandazioni britanniche sulle cure post-natali motiva così il capitolo sul perineo: il dolore perineale e le sue complicanze sono spesso trascurati e falsamente considerati parte della normale guarigione post-natale; l'identificazione e la gestione precoci del dolore perineale possono invece prevenire conseguenze a lungo termine e migliorare l'esperienza complessiva delle cure.9
Quindi no: questa lezione non vi dirà che è tutto normale e che passerà. Vi dirà cosa è atteso, cosa non lo è, e cosa avete il diritto di chiedere.
Una nota sulle fonti: qui ne abbiamo tre di peso, due delle quali sono linee guida vere — quella britannica sulle cure post-natali e quella dell'Organizzazione Mondiale della Sanità — più la guida di salute pubblica del Québec per la parte pratica quotidiana.
Cosa succede al perineo
Visto dall'esterno il perineo è la zona fra la vulva e l'ano; all'interno i suoi muscoli formano una specie di amaca, il pavimento pelvico, che sostiene gli organi interni. Durante la gravidanza e il parto il perineo si adatta per facilitare la nascita, e dopo la nascita i muscoli del pavimento pelvico restano stirati.3
Due cose che è utile sapere in anticipo, dalla stessa fonte: dopo un parto vaginale il perineo può restare sensibile per qualche tempo, e in certi casi può essere sensibile anche dopo un cesareo; ed è normale che l'aspetto della vulva cambi, per esempio che le labbra risultino più distanziate.3
L'igiene: cinque cose, e su queste le fonti coincidono
La guida di salute pubblica e la linea guida britannica danno indicazioni sovrapponibili, il che è un buon segno. Mettendole insieme14:
- cambiare l'assorbente almeno ogni quattro ore;1 la linea guida britannica parla di cambio frequente;4
- asciugarsi sempre dal davanti verso il dietro;1
- lavarsi le mani dopo ogni passaggio in bagno;1 la linea guida britannica specifica prima e dopo il cambio dell'assorbente;4
- lavarsi ogni giorno, o anche più volte al giorno — la linea guida britannica indica la doccia quotidiana del perineo;14
- niente lavande vaginali.1
Sul bagno in vasca la guida distingue: dopo un parto vaginale si possono fare docce e bagni in qualunque momento, in una vasca pulita, senza oli e senza bagnoschiuma; dopo un cesareo le docce sono possibili in qualunque momento, mentre il bagno in vasca è possibile dopo circa cinque giorni dall'intervento, se la ferita sta guarendo bene.1
E se urinare provoca bruciore, c'è un rimedio che costa niente: spruzzare acqua tiepida sulla vulva mentre si urina.12
La paura di andare di corpo
È il timore più diffuso e il meno detto: che i punti cedano con lo sforzo. La guida di salute pubblica lo affronta in modo diretto, ed è una delle poche fonti che lo mette per iscritto: se avete punti di sutura al perineo, non temete: non cederanno quando andrete di corpo.2
Utile sapere anche cosa è normale nei tempi. È normale non andare di corpo per due o tre giorni dopo un parto vaginale, e fino a tre-cinque giorni dopo un cesareo; oltre quel termine può comparire stitichezza, che è frequente dopo il parto in entrambi i casi. Le indicazioni sono aumentare gradualmente gli alimenti ricchi di fibre, aumentare la quantità di acqua bevuta ogni giorno, andare in bagno appena se ne sente il bisogno, e riprendere gradualmente attività fisiche di bassa intensità quando ci si sente in grado. Se queste misure non bastano, si chiede a un professionista sanitario se un lassativo possa aiutare.12
Il dolore: cosa dicono le linee guida che funziona
Qui abbiamo due raccomandazioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, ed è raro averle così precise.
Il freddo. Il raffreddamento locale, per esempio con impacchi di ghiaccio o cold pad, può essere offerto alle donne nell'immediato post-parto per alleviare il dolore acuto da trauma perineale subito durante il parto, in base alle preferenze della donna e alle opzioni disponibili. Le evidenze considerate riguardavano applicazioni intermittenti di ghiaccio tritato fra due strati di un assorbente, o di un gel pack, per 10-20 minuti, da una a più applicazioni nelle prime 48 ore dopo il parto. È a basso costo e difficilmente causa effetti dannosi se eseguito come indicato.10
Gli antidolorifici per bocca. Quando serve un'analgesia orale per il dolore perineale post-parto, il paracetamolo è raccomandato come prima scelta. Il criterio che accompagna la raccomandazione è di individualizzare, tenendo conto del trauma perineale presente, dell'intensità del dolore, del fatto che le fonti di dolore nel post-parto possono essere più d'una, e di usare la dose minima efficace per il tempo più breve, considerando effetti indesiderati e controindicazioni, incluso l'allattamento.11
Sull'aspirina, e conviene dirlo bene perché è il punto in cui è più facile fraintendere. La stessa raccomandazione dell'OMS afferma che l'aspirina è controindicata durante l'allattamento, per l'evidenza di effetti potenzialmente dannosi sui bambini allattati dovuti ai salicilati escreti nel latte.11 Attenzione al contesto in cui questa frase è scritta: si parla di analgesia orale, cioè dell'aspirina presa come antidolorifico. Non riguarda l'aspirina a basso dosaggio prescritta per altri motivi, che è una questione diversa. E in nessun caso una terapia prescritta si sospende di propria iniziativa: se prendete aspirina per prescrizione e allattate, la cosa da fare è parlarne con chi ve l'ha prescritta, non smettere.
Quello che dovrebbero chiedervi (e che potete chiedere voi)
Questa sezione secondo noi è la più utile della lezione, perché descrive un diritto che quasi nessuno sa di avere.
La linea guida britannica stabilisce che a ogni contatto post-natale, come parte della valutazione della guarigione della ferita perineale, il professionista chieda alla donna se ha preoccupazioni e chieda in particolare di5:
- dolore che non si risolve o che peggiora;5
- bisogno crescente di antidolorifici;5
- secrezioni con odore forte o sgradevole;5
- gonfiore;5
- apertura della ferita.5
Se nessuno ve lo chiede, quell'elenco resta comunque la traccia di cosa vale la pena dire. E c'è una seconda raccomandazione che va letta due volte: se la donna o il professionista hanno preoccupazioni sulla guarigione perineale, o se la donna chiede di essere rassicurata, va offerto o organizzato un esame del perineo da parte di un'ostetrica o di un medico.6
Detto in italiano corrente: "vorrei che qualcuno guardasse, perché non so se sta guarendo bene" è di per sé una ragione sufficiente per ottenere una visita.6 Non serve avere un sintomo da esibire.
Quando si chiama, e con quale urgenza
Le fonti distinguono tre livelli, e la distinzione conta.
Lo stesso giorno. Se la ferita perineale si apre, la linea guida britannica prevede l'invio urgente ai servizi specialistici della maternità, con l'indicazione esplicita di essere viste in giornata nel caso di apertura della ferita.7
Rapidamente. Se osservate segni che indicano una possibile infezione della ferita — per esempio arrossamenti o secrezioni — va consultato il professionista sanitario.2 Allo stesso modo si consulta rapidamente un medico o l'ostetrica, o si va in urgenza, in presenza di febbre di 38,0 °C o più, oppure di dolore addominale intenso o non alleviato dagli antidolorifici.13
Alla prossima occasione, ma senza rimandare all'infinito. Il dolore che non si risolve o che peggiora, e il bisogno crescente di antidolorifici, sono nell'elenco delle cose da dire.5
Se il dolore non passa
C'è un motivo per cui insistiamo sul non minimizzare, e viene dalla stessa linea guida. Il dolore perineale che persiste o peggiora nelle prime settimane dopo il parto può essere associato a sintomi di depressione, a dolore perineale di lunga durata, a problemi nel funzionamento quotidiano e a difficoltà psicosessuali.8
Nella stessa raccomandazione sono elencati i fattori di rischio per un dolore perineale persistente: l'episiotomia o una lacerazione perineale o labiale, il parto vaginale operativo — cioè con ventosa o forcipe — e l'infezione o l'apertura della ferita.8 Se rientrate in uno di questi casi, è una ragione in più per dirlo invece di aspettare.
Una donna a dodici giorni dal parto ha ancora male quando si siede, e sta prendendo antidolorifici più spesso della settimana scorsa. Non ha febbre, la ferita non si è aperta, e nessuno le ha chiesto niente del perineo alle visite del bambino. Pensa che sia normale e che debba solo aspettare.
Quello che dicono le fonti: il bisogno crescente di antidolorifici è esattamente una delle cinque cose che il professionista dovrebbe chiederle a ogni contatto post-natale. E se vuole semplicemente essere rassicurata, questo basta per chiedere un esame del perineo: non deve dimostrare niente. Il comitato che ha scritto quella linea guida osserva che il dolore perineale viene spesso scambiato per parte della normale guarigione, ed è proprio quello che sta succedendo qui.
Se invece la ferita si aprisse, il tempo cambierebbe: quella è la situazione in cui si viene viste in giornata.
Le fonti di questa lezione
I numeri in apice nel testo rimandano alle righe di questa tabella. La colonna Tipo indica il peso della fonte: due delle tre sono linee guida. I numeri di pagina si riferiscono alle pagine del PDF, non alla numerazione stampata sul documento.
| N. |
Ente |
Documento |
Tipo |
Pag. |
Cosa vi si trova |
| 1 |
Institut national de santé publique du Québec |
Mieux vivre avec notre enfant de la grossesse à deux ans (2026) |
guida di salute pubblica |
259 |
Sezione "Hygiène": cambiare l'assorbente igienico almeno ogni quattro ore; asciugarsi sempre dal davanti verso il dietro; lavarsi le mani dopo ogni passaggio in bagno; lavarsi ogni giorno o più volte al giorno, senza fare lavande vaginali. Dopo un parto per via vaginale si possono fare docce e bagni in qualunque momento, in una vasca pulita, senza oli e senza bagnoschiuma; dopo un cesareo le docce sono possibili in qualunque momento e il bagno in vasca circa cinque giorni dopo l'operazione, se la ferita del cesareo guarisce bene. |
| 2 |
Institut national de santé publique du Québec |
Mieux vivre avec notre enfant de la grossesse à deux ans (2026) |
guida di salute pubblica |
257 |
Sezione "Points de suture": se si hanno punti di sutura al perineo non c'è da temere, non cederanno andando di corpo; dopo il bagno o la doccia i punti vanno asciugati delicatamente prima di rivestirsi; se si osservano segni che indicano la possibile presenza di un'infezione della ferita, per esempio arrossamenti o secrezioni, va consultato il professionista sanitario. |
| 3 |
Institut national de santé publique du Québec |
Mieux vivre avec notre enfant de la grossesse à deux ans (2026) |
guida di salute pubblica |
259 |
Sezione "Périnée et plancher pelvien": visto dall'esterno il perineo è la parte del corpo situata fra la vulva e l'ano; all'interno i muscoli del perineo formano un'amaca, il pavimento pelvico, che sostiene gli organi interni. Durante gravidanza e parto il perineo si adatta per facilitare la nascita, e dopo la nascita i muscoli del pavimento pelvico sono stirati; è normale che l'aspetto della vulva cambi, per esempio che le labbra siano più distanziate. Dopo un parto vaginale il perineo può restare sensibile per qualche tempo, e in certi casi può esserlo anche dopo un cesareo. |
| 4 |
National Institute for Health and Care Excellence (NICE) |
Postnatal care — NICE guideline NG194 (2021) |
linea guida |
18 |
Raccomandazione 1.2.16: informare la donna sull'importanza di una buona igiene perineale, che comprende la doccia quotidiana del perineo, il cambio frequente degli assorbenti igienici e il lavaggio delle mani prima e dopo averlo fatto. |
| 5 |
National Institute for Health and Care Excellence (NICE) |
Postnatal care — NICE guideline NG194 (2021) |
linea guida |
18 |
Raccomandazione 1.2.15: a ogni contatto post-natale, come parte della valutazione della guarigione della ferita perineale, chiedere alla donna se ha preoccupazioni e chiedere di: dolore che non si risolve o che peggiora; bisogno crescente di antidolorifici; secrezione con odore forte o sgradevole; gonfiore; apertura della ferita. La raccomandazione inizia a p. 17 del PDF e l'elenco prosegue a p. 18. |
| 6 |
National Institute for Health and Care Excellence (NICE) |
Postnatal care — NICE guideline NG194 (2021) |
linea guida |
18 |
Raccomandazione 1.2.18: se la donna o il professionista sanitario hanno preoccupazioni sulla guarigione perineale, o se la donna chiede di essere rassicurata, va offerto od organizzato un esame del perineo da parte di un'ostetrica o di un medico. |
| 7 |
National Institute for Health and Care Excellence (NICE) |
Postnatal care — NICE guideline NG194 (2021) |
linea guida |
18 |
Raccomandazione 1.2.20: se la ferita perineale si apre, o se permangono preoccupazioni sulla guarigione, inviare la donna con urgenza ai servizi specialistici della maternità, con l'indicazione di essere vista in giornata nel caso di apertura della ferita perineale. |
| 8 |
National Institute for Health and Care Excellence (NICE) |
Postnatal care — NICE guideline NG194 (2021) |
linea guida |
18 |
Raccomandazione 1.2.21: il dolore perineale che persiste o peggiora nelle prime settimane dopo il parto può essere associato a sintomi di depressione, dolore perineale di lunga durata, problemi nel funzionamento quotidiano e difficoltà psicosessuali. Raccomandazione 1.2.22: fra i fattori di rischio per il dolore perineale persistente ci sono l'episiotomia o una lacerazione labiale o perineale, il parto vaginale operativo, e l'infezione o l'apertura della ferita. |
| 9 |
National Institute for Health and Care Excellence (NICE) |
Postnatal care — NICE guideline NG194 (2021) |
linea guida |
49 |
Sezione "Rationale and impact — Perineal health": il dolore perineale e le sue complicanze sono spesso trascurati e falsamente considerati parte della normale guarigione post-natale; l'identificazione e la gestione precoci del dolore perineale possono però prevenire conseguenze a lungo termine e migliorare l'esperienza complessiva delle cure post-natali della donna. Per aiutare i professionisti a individuare le donne con dolore perineale, i professionisti dovrebbero chiedere alle donne se hanno preoccupazioni relative al perineo. |
| 10 |
Organizzazione Mondiale della Sanità |
WHO recommendations on maternal and newborn care for a positive postnatal experience (2022) |
linea guida |
35 |
Raccomandazione 4: il raffreddamento locale, per esempio con impacchi di ghiaccio o cold pad, può essere offerto alle donne nell'immediato post-parto per alleviare il dolore acuto da trauma perineale subito durante il parto, in base alle preferenze della donna e alle opzioni disponibili. Nelle note: le evidenze riguardavano l'applicazione intermittente di ghiaccio tritato fra strati di un assorbente o di un gel pack, per 10-20 minuti, da una a più applicazioni nelle prime 48 ore dopo il parto; il raffreddamento locale è a basso costo e difficilmente causa effetti dannosi se eseguito come indicato. |
| 11 |
Organizzazione Mondiale della Sanità |
WHO recommendations on maternal and newborn care for a positive postnatal experience (2022) |
linea guida |
40 |
Raccomandazione 5: il paracetamolo orale è raccomandato come prima scelta quando è necessaria un'analgesia orale per alleviare il dolore perineale post-parto. Nelle note: il sollievo dal dolore perineale va individualizzato considerando il trauma perineale presente, l'intensità del dolore e le molteplici fonti di dolore post-parto, usando la dose minima efficace per il tempo più breve e tenendo conto di effetti indesiderati e controindicazioni, incluso l'allattamento. Nella stessa pagina: l'aspirina è controindicata durante l'allattamento sulla base di evidenze di effetti potenzialmente dannosi sui bambini allattati, dovuti ai salicilati e ai loro metaboliti escreti nel latte materno. Nota di perimetro: l'affermazione è formulata all'interno di una raccomandazione sull'analgesia orale, cioè riguarda l'aspirina usata come antidolorifico. |
| 12 |
Institut national de santé publique du Québec |
Mieux vivre avec notre enfant de la grossesse à deux ans (2026) |
guida di salute pubblica |
258 |
Sezione "Selles": è normale non andare di corpo per due o tre giorni dopo un parto vaginale e fino a tre-cinque giorni dopo un cesareo; oltre quel termine può comparire stitichezza, frequente dopo il parto in entrambi i casi. Le indicazioni: aumentare gradualmente il consumo di alimenti ricchi di fibre, aumentare la quantità di acqua bevuta ogni giorno, andare in bagno appena se ne sente il bisogno, riprendere gradualmente attività fisiche di bassa intensità; se queste misure non bastano, chiedere a un professionista sanitario se un lassativo possa aiutare. Sezione "Urine": dopo il parto urinare può dare una sensazione di bruciore, e in tal caso si può spruzzare acqua tiepida sulla vulva mentre si urina. |
| 13 |
Institut national de santé publique du Québec |
Mieux vivre avec notre enfant de la grossesse à deux ans (2026) |
guida di salute pubblica |
256 |
Riquadro "Consultez rapidement un médecin ou votre sage-femme ou allez à l'urgence": fra le situazioni elencate, la febbre con temperatura di 38,0 °C o più e il dolore addominale intenso o non alleviato dagli analgesici. |