Scatti di crescita (growth spurts): i giorni dell'attaccamento continuo.

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I giorni in cui poppa in continuazione: cosa sono, quanto durano, e perché non è latte che manca

Arriva un giorno in cui il bambino chiede il seno di continuo. Poppa, si stacca, dopo venti minuti ricomincia, e la sera è un'unica poppata lunga con delle pause. La conclusione che viene da sola è una: il latte non basta più.

Questa lezione esiste perché quella conclusione, secondo le fonti, è una delle cause più frequenti di abbandono dell'allattamento esclusivo1 — e perché le stesse fonti dicono che l'informazione data in anticipo serve.1 Questa è l'informazione in anticipo.

Cosa sta succedendo, secondo la guida per le madri

«È molto frequente che i bambini, in coincidenza con gli scatti di crescita, chiedano poppate con molta più frequenza. Non devi pensare che stai rimanendo senza latte, ma che il tuo bambino cresce in fretta, ha bisogno di più latte e per ottenerlo poppa più spesso.»2 E la guida dice anche quanto dura e cosa fare: se per due o tre giorni offri il seno più spesso, aumenterai la produzione e le poppate torneranno a regolarizzarsi. Se questo non succedesse, consulta.2

Il meccanismo, detto in una riga e con le parole della fonte: il bambino ha bisogno di più latte e per ottenerlo poppa più spesso; e offrire il seno più spesso per due o tre giorni aumenta la produzione.2 La guida dice espressamente di non pensare che si stia rimanendo senza latte.2

Quando arrivano

Il documento per i professionisti aggiunge una cosa che quasi nessuno dice, e che cambia il momento in cui la si aspetta. Questi periodi non capitano solo nelle settimane successive: possono capitare anche la seconda o la terza notte, a 48-72 ore dal parto, a casa, nel post-parto immediato.1

Una nota nostra: quella è esattamente la notte in cui si è appena tornati a casa, si è più stanchi che mai e non c'è nessuno a cui chiedere. Sapere in anticipo che quella notte è prevista non la rende più facile, ma la rende un'altra cosa rispetto a un allarme.

Fuori dagli scatti, la linea guida descrive l'andamento normale così: la frequenza e la durata delle poppate diminuiscono progressivamente man mano che il bambino cresce, anche se possono prodursi picchi di aumento della frequenza durante gli scatti di crescita, le malattie del neonato, o cambiamenti bruschi nell'ambiente.3

Le poppate raggruppate

C'è un nome per la sera in cui sembra attaccato senza sosta: la fonte le chiama «periodi raggruppati di alimentazione», e le definisce come diverse poppate brevi in un breve periodo di tempo.4

Sulla stessa riga la fonte dice una cosa che allarga il quadro: i lattanti possono mostrare irritabilità per molte ragioni, e possono desiderare poppate raggruppate oppure semplicemente più tempo in braccio o in contatto pelle a pelle.4

Fra le tecniche per calmare il bambino la fonte elenca, oltre al seno: cullare, avvolgere con una copertina, sdraiarsi accanto a lui. Aggiunge che è importante incoraggiare partner e familiari a contribuire alla cura della coppia madre-bambino, e che è necessario assicurarsi che la madre conosca i segnali precoci di fame e sappia come rispondervi, avvicinando il bambino al seno.4

Perché l'aggiunta "per farlo dormire" si ritorce contro

Qui le fonti sono nette, e la ragione è meccanica più che morale.

Riempire — e spesso riempire troppo — lo stomaco con latte artificiale può far dormire di più il lattante, facendogli perdere occasioni importanti di poppare. È una soluzione a breve termine che può generare rischi per la salute a breve, medio e lungo termine.4 E gli studi, aggiunge la fonte, mostrano che i supplementi sono associati a un ritardo della lattogenesi II, cioè della montata lattea.4

Sui rischi dei supplementi non necessari la stessa fonte elenca: alterazione della flora intestinale, aumento del rischio di allergie successive, e aumento di problemi successivi con la produzione di latte.5

Una precisazione nostra, e teniamo a farla: questo vale per i supplementi non necessari, che è la categoria di cui parla il documento — il suo titolo è «motivi inappropriati per l'uso di supplementi». Se il vostro bambino ha bisogno di un'aggiunta per una ragione clinica, quella ragione esiste e questa lezione non la contraddice. Le righe qui sopra servono a evitare l'aggiunta data per stanchezza, per paura o perché sono le tre di notte — non quella indicata da chi vi segue.

Il riposo, e la fascia oraria in cui si cede

Questa parte è la più onesta di tutto il documento, perché parla del motivo vero per cui a un certo punto si dà un biberon: si è esausti.

La fonte non lo liquida. Dice tre cose6:

  • è stato dimostrato che la madre nel post-parto riposa meno quando viene separata dal suo bambino;6
  • quando si somministrano supplementi perché la madre riposi, le madri perdono l'occasione di imparare qual è il comportamento normale del proprio bambino e i suoi segnali precoci di fame;6
  • e c'è una fascia oraria precisa: fra le 19 e le 9 del mattino è il momento in cui il rischio che il lattante riceva un supplemento è maggiore.6

Una nota nostra, non delle fonti: quel dato lo riportiamo per quello che è, una constatazione su dove si concentrano le aggiunte e non un giudizio su chi le dà. Ci ha colpito perché quelle quattordici ore sono la sera e la notte, cioè le ore in cui non c’è un ambulatorio aperto e non c’è nessuno di turno a cui chiedere. Se dovesse servire una cosa sola da questa lezione, è che quella fascia è prevedibile — e che l’aiuto, se si può, va organizzato prima che arrivi.

Cosa fare, e chi decide

La guida per le madri elenca le misure per aumentare la produzione: cercare di riposare, fare poppate più frequenti, stimolare e svuotare il seno con estrazione manuale o con il tiralatte.7

E poi mette il confine, che è la riga più importante della lezione: il pianto del bambino o la paura di non avere abbastanza latte non giustificano la somministrazione di routine di supplementi. Dovrebbe essere il pediatra, dopo aver visitato la madre e il bambino e dopo aver osservato una poppata, a decidere se il supplemento sia necessario o no.8

Torna, per la terza volta in queste lezioni sull’allattamento (era già in Il primo attacco e in Il calo di peso dei primi giorni), la stessa indicazione: la cosa che decide non è la descrizione a parole, è guardare una poppata.8

Una donna alla seconda notte a casa. Il bambino ha poppato alle 22, alle 22.40, alle 23.20 e di nuovo a mezzanotte. Alle due lei piange e dice al compagno che non ha latte. In casa c'è una scatola di formula che ha portato la suocera. Quello che dicono le fonti di questa lezione: che un comportamento così descritto ha un nome — poppate raggruppate, diverse poppate brevi in poco tempo — e che i documenti lo collocano espressamente anche a 48-72 ore dal parto, cioè proprio la seconda o terza notte a casa. Che poppare più spesso è il modo in cui il bambino chiede al corpo di produrre di più, e che offrendo il seno più spesso per due o tre giorni la produzione aumenta e le poppate si regolarizzano. E che l'ora è quella prevista: fra le 19 e le 9 è la fascia in cui il rischio di dare un supplemento è maggiore. Le fonti dicono anche che il pianto e la paura di non avere abbastanza latte non giustificano un'aggiunta di routine, e che a decidere dovrebbe essere il pediatra dopo aver osservato una poppata. Quello che nessuna di queste righe può dire è se quel bambino, quella notte, abbia bisogno di un’aggiunta: è esattamente la cosa che le fonti affidano a chi lo visita. Quello che si può fare quella notte: alternare il seno con il resto — braccio, pelle a pelle, cullare, avvolgere — e passarsi il bambino con chi c'è in casa, che è una delle cose che le fonti indicano esplicitamente. E se dopo due o tre giorni le poppate non si sono regolarizzate, la guida dice cosa fare, ed è una parola sola: consulta.

Le fonti di questa lezione

I numeri in apice nel testo rimandano alle righe di questa tabella. La colonna Tipo indica il peso della fonte. I numeri di pagina si riferiscono alle pagine del PDF, non alla numerazione stampata sul documento.

N. Ente Documento Tipo Pag. Cosa vi si trova
1 Ministerio de Sanidad (Spagna) / OSTEBA Guía de Práctica Clínica sobre lactancia materna (2017) linea guida 259 Anexo 12, riga "Adaptación a los brotes de crecimiento o apetito o a los periodos de alimentaciones agrupadas": “Los periodos en los que los lactantes demandan mayor alimentación y/o tienen menor frecuencia de deposiciones son atribuidos en algunas ocasiones a «leche insuficiente». Esto puede suceder no sólo en semanas posteriores sino también en la segunda o tercera noche (48-72 hrs), en casa, en el periodo postparto inmediato. Puede ser útil ofrecer información anticipatoria, ya que ésta es una de las causas más frecuentes de abandono de la lactancia materna exclusiva.” Nota di perimetro: l'Anexo 12 è dichiarato dal documento come “Información para profesionales” ed è adattato dal Protocollo Clinico ABM #3, revisione 2009. È materiale rivolto ai clinici e poggia su un protocollo di quell'anno; i protocolli ABM vengono rivisti nel tempo.
2 Ministerio de Sanidad (Spagna) / OSTEBA Guía para las madres que amamantan (2017) materiale informativo istituzionale 23 Domanda 9, "¿Cómo puedo saber si mi bebé necesita un suplemento?": “Es muy frecuente que los bebés, coincidiendo con brotes de crecimiento, demanden tomas con mucha más frecuencia. No debes pensar que te estás quedando sin leche, sino que tu bebé crece rápido, necesita más leche y para conseguirla mama con más frecuencia. Si durante dos o tres días ofreces el pecho con más frecuencia, aumentarás la producción y volverán a regularse las tomas. Si esto no sucediera así, consulta.”
3 Ministerio de Sanidad (Spagna) / OSTEBA Guía de Práctica Clínica sobre lactancia materna (2017) linea guida 90 Fra gli indicatori dell'allattamento: “La frecuencia y la duración de las tomas disminuye progresivamente a medida que el recién nacido crece, aunque pueden producirse picos de aumento de la frecuencia durante los brotes de crecimiento, enfermedades del recién nacidos o cambios bruscos en el entorno.” Nota di perimetro: la stessa frase compare identica a p. 26 del documento.
4 Ministerio de Sanidad (Spagna) / OSTEBA Guía de Práctica Clínica sobre lactancia materna (2017) linea guida 259 Anexo 12, riga "Necesidad de tranquilizar a un bebé que está irritable", integrale: “Los lactantes pueden mostrar irritabilidad por muchas razones. Pueden desear «periodos agrupados de alimentación» (varias alimentaciones cortas en un periodo de tiempo breve) o necesitar simplemente más tiempo en brazos o en contacto piel con piel.”; “Llenar (y con frecuencia sobre-llenar) el estómago con leche artificial puede hacer que el lactante duerma más, perdiendo oportunidades importantes para amamantar. Es una solución a corto plazo que puede generar riesgos a la salud a corto, medio y largo plazo.”; “Los estudios muestran que los suplementos se asocian con un retraso en la lactogénesis II («subida de la leche»).”; “Puede ser útil enseñar otras técnicas a las madres para calmar al bebé, como arrullar, envolver con una manta o tumbarse a su lado.”; “Es importante animar a las parejas y familiares a que contribuyan al cuidado de la díada madre-lactante.”; “Es necesario asegurarse de que la madre conoce las señales tempranas de hambre y cómo responder a ellas acercando el bebé al pecho.” Sono sei voci e la lezione le rende tutte.
5 Ministerio de Sanidad (Spagna) / OSTEBA Guía de Práctica Clínica sobre lactancia materna (2017) linea guida 258 Anexo 12, prima riga della tabella: “Los riesgos de administrar suplementos cuando no son necesarios incluyen la alteración de la flora intestinal, el riesgo aumentado de alergias posteriores y el aumento de problemas posteriores con la producción de leche.” Nota di perimetro: la frase riguarda i supplementi non necessari — il titolo dell'allegato è “Motivos inapropiados para el uso de suplementos” — e la lezione lo dichiara esplicitamente per non far leggere quella riga a chi integra per indicazione clinica.
6 Ministerio de Sanidad (Spagna) / OSTEBA Guía de Práctica Clínica sobre lactancia materna (2017) linea guida 259 Anexo 12, riga "La madre necesita descansar o dormir", integrale — sono tre voci: “Se ha demostrado que la madre postparto descansa menos cuando es separada de su bebé.”; “Cuando se administran suplementos para que la madre descanse, las madres pierden la oportunidad de aprender cuál es el comportamiento normal de su bebé, así como sus señales tempranas de hambre.”; “El horario de 7pm a 9am es en el que hay mayor riesgo de que el lactante reciba un suplemento.”
7 Ministerio de Sanidad (Spagna) / OSTEBA Guía para las madres que amamantan (2017) materiale informativo istituzionale 23 “Conviene también que sepas que existen medidas para aumentar la producción de tu leche, como procurar descansar, hacer tomas más frecuentes, estimular y vaciar el pecho mediante extracción manual o con sacaleches, etc.” Nota di perimetro: la fonte chiude l'elenco con “etc.” e non lo esaurisce; la lezione riporta le quattro misure nominate senza presentarle come l'elenco completo.
8 Ministerio de Sanidad (Spagna) / OSTEBA Guía para las madres que amamantan (2017) materiale informativo istituzionale 23 “Con frecuencia se da a los bebés leche de fórmula sin que exista una necesidad real de estos suplementos. Esta práctica puede suponer un riesgo para el recién nacido y para el éxito de la lactancia.” e “Ten en cuenta que el llanto del bebé o el miedo a no tener suficiente leche no justifican la administración rutinaria de suplementos. Tu pediatra debería ser el que, tras reconoceros a ti y a tu bebé y observar una toma, decida si es necesaria o no la administración del suplemento.”
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